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VERTIGINE DI ORIGINE OCCLUSALE-ATM In anzitutto bisogna distinguere le vertigini “vere” da quelle...
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2020-05-26 17:13:49
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VERTIGINE DI ORIGINE OCCLUSALE-ATM

da dove provengono le vertigini?

VERTIGINE DI ORIGINE OCCLUSALE-ATM
In anzitutto bisogna distinguere le vertigini “vere” da quelle “false”. Che  cosa è la vertigine? La vertigine “vera” consiste in un’illusoria rotazione dell’ambiente intorno al proprio corpo o del corpo nell’ambiente.
Comunemente, invece, col termine “vertigine” vengono indicate anche sensazioni di vaga instabilità se non addirittura leggeri malesseri, dipendenti da altre cause, sono le cosiddette “false” vertigini. Esse possono essere provocate, per esempio, da cali pressori o da turbe del ritmo cardiaco.
Di fronte ad una vertigine “vera” occorre distinguerne la natura centrale o periferica.
Le vertigini “periferiche” sono intense con una sensazione rotatoria “oggettiva” (rotazione dell’ambiente rispetto al corpo), spesso accompagnate da nausea e vomito e segni di compartecipazione cocleare, cioè disturbi uditivi, la vertigine si accende o si accentua con l’apertura degli occhi o e con movimenti del capo.
Le vertigini “centrali” sono discontinue, meno intense delle periferiche meno definibili da parte del paziente e con caratteristiche “soggettive”: ossia il paziente ha l’ impressione di ruotare lui stesso nello spazio.
Una tipica vertigine centrale è quella degli alcolisti.
In questo caso i disturbi uditivi sono assenti.
La vertigine nei pazienti ATM puo’essere spiegata dagli stessi riflessi simpatici, generati dall’ipoacusia, dovuti a compressione del tessuto retrodiscale e dei vasi che attraversano la parete posteriore della fossa glenoide.
Spasmi del muscolo stapedio (è il più piccolo muscolo striato del corpo umano: lungo 8 mm, fuoriesce dall'eminenza piramidale della parete posteriore della cassa timpanica. È innervato dal VII nervo cranico. Si inserisce al collo della staffa e contraendosi trae quest'ultima fuori dalla finestra ovale, riducendo la pressione sui liquidi labirintici.)
Potrebbero provocare variazioni di pressione del liquido perilinfatico con stimolazione degli organi recettori del vestibolo dando vertigine.
Una recente teoria (L.J. Myers) afferma che un’infiammazione partente dall’ATM potrebbe causare, per diffusione squilibri pressori a livello del sacco endolinfatico (e quindi in tutto il sistema dell’endolinfa).
Tramite questo aumento pressorio potrebbero essere scatenate le vertigini oltre ad altri disturbi uditivi.
Queste forme di vertigini fin qui descritte sono quindi da considerarsi “periferiche”
Invece nei casi di gravi dolori articolari o muscolari, la notevole immissione sensoria potrebbe provocare l’instaurazione, a livello bulbare, di corti circuiti investenti i nuclei cocleari e vestibolari.
Da ciò la possibile insorgenza di sintomi vertiginosi e uditivi di origine “centrale”.
Si sa che problemi cervicali possono essere la conseguenza di disturbi dell’ATM.
Spasmi dei muscoli del collo o sublussazioni vertebrali possono ostacolare il flusso sanguigno che intracranialmente danno origine origine all’arteria basilare che passa vicino al bulbo e ponte e li vascolarizza.
Un ostacolo al flusso sanguigno di questa arteria, insorto per i motivi accennati, giustifica l’insorgenza della vertigine ed anche di altri disturbi uditivi e vestibolari.
 

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